Nomen Omen


Viola e Sofia sono le protagoniste dello spettacolo,
le incontriamo un passo prima del trapasso...le riincontriamo “vicine di casa” dormienti.
Cominciamo a vedere le cose da un punto di vista inusuale.
Quando l’ultimo visitatore esce, quando il custode chiude il cancello, cosa succede all’interno delle mura del cimitero?
Urla, catene, spiriti inquieti, fuochi fatui?
Nulla di così interessante, anzi tanta noia, tanta da portare Sofia ad uscire, in cerca di svaghi più interessanti del solito vecchio libro impolverato che ormai legge da secoli.
Viola Casteldei, nata il 26 agosto 1801, i tuoi cari ...blablabla...Viola dorme senza problemi da oltre un secolo, quando viene svegliata in malo modo da Sofia.
Dopo un primo momento di disorientamento, si conoscono per forza di noia, si inceppano a causa della lunga immobilità, si raccontano le passioni di una vita
e ballano con la loro incontrastata e immortale padrona di casa. Gli attrezzi aerei forniscono punti di vista particolari per proseguire i loro racconti, il fuoco viene usato con sorprendente noncuranza, tanto, ormai cadeveri, non corrono più alcun rischio!
Tutto ciò si mischia ai giochi divertenti che le due si inventano per vincere la noia.
La routine del macabro luogo viene interrotta da voci bisbigli...e un sospetto...c’è qualcuno!
Siete voi, un inaspettato pubblico, voi vi state materializzando agli occhi increduli delle due, che una folla così non la vedevano dai tempi dell’ultimo funerale!